Mestieri tradizionali


Alinei Mario, Dal lat. meridies ‘meriggio delle pecore’, a lat. mora e lat. umbra: origini italiche e sviluppo linguistico di un termine della pastorizia transumante, in Quaderni di Semantica XXX, n. 1 (2009), pp. 7-68.


Amici Liviana, Il mestiere del bottaio, Viterbo, Tipolitografia Quatrini, 2022, pp. 36 (con ill.) [ma prima ed. 1989].

  • Località: Canepina.
  • Periodo storico: XX secolo.
  • Recensioni/schede: Glauco Sanga, Schede Libri, in La Ricerca Folklorica 25 (aprile 1992), Forme di famiglia. Ricerche per un Atlante italiano (parte prima), p. 143.
  • Note: Fa parte delle pubblicazioni del Museo delle Tradizioni Popolari di Canepina. Nel volume sono presenti anche alcuni disegni di attrezzi e materiali di uso del bottaio correlati di nomi in dialetto.


Arduini Marcello, Opere, vite e racconti: i Cocciari di Vasanello, in I riti dell’acqua e delle terra. Nel folclore religioso, nel lavoro e nella tradizione orale. Atti del IV incontro, Canepina settembre 2004 (seconda parte), a cura di Assunta Achilli e Laura Galli, Viterbo, Sette Città, 2006, pp. 211-236.

  • Località: Vasanello.
  • Periodo storico: XVI secolo, XXI secolo.
  • Recensioni/schede:
  • Note: sul mestiere tradizionale del cocciaro, con riferimento agli Statuti di Bassanello (1527-1533) e sugli editti Divieto di svelare ad altri il segreto dell’arte delle pignatte (1562) e Divieto di adoperare la legna per la cottura della calce (1569). Il contributo si conclude con una poesia dialettale di Attilio Cerutti Passa tutto a ‘sto monno.


Batinti Antonio, Lamanna Antonello, Il lessico dei ceramisti a Deruta (PG) e a Civita Castellana (VT), in Bollettino dell’ALI, s. III, n. 36 (2012), pp. 35- 42.

  • Località: Civita Castellana, [Confini].
  • Periodo storico: XXI secolo.
  • Recensioni/schede: Giulio Vaccaro, RID 38 (2014), Lazio 942, pp. 316-317.
  • Note: per Civita Castellana, l’analisi del lessico è stata condotta a partire dal vocabolario di Luigi Cimarra Vocabolario del dialetto di Civita Castellana, coordinato da Francesco Petroselli, tipografia Tecnoprint, Castel Sant'Elia, 2011.


Bessi Savino, Il dialetto farnesano nella civiltà contadina, Viterbo, Agnesotti, 2009, pp. 251 (con ill).


Calvaresi Dario, Così se dice all’Uriolo. Vocabolario illustrato oriolese-italiano, Roma, Grafica Giorgetti, 2004, pp. 66 [rist. 2024].


Catarcione Vilma, Nel cuore di Civita, Ricordi di una civiltà perduta, Viterbo, Quatrini, 1997, pp. 174 (con ill.).


Catarcione Vilma, A la mi’ Civita. Storie e vocaboli di ieri, Viterbo, Tipolitografia Quatrini, 2011, pp. 79 (con ill.).


Chiovelli Renzo, Pepparulli Rita, La lavorazione della canapa ad Acquapendente, Comune di Acquapendente Biblioteca Comunale, Tipografia C. Ceccarelli, 1987, pp. 52 (con ill.).

  • Località: Acquapendente.
  • Periodo storico: XX secolo.
  • Recensioni/schede:
  • Note: è presente un glossario di «termini tecnici dialettali» sulla lavorazione della canapa (pp. 25-27); il dialetto è poi spesso utilizzato anche in molti dialoghi. L’opera è rapidamente consultabile e scaricabile dalla biblioteca digitale Bibliolabo.


Cimarra Luigi, Nomi di reti e di attrezzi da pesca nei decreti della Prefettura di Viterbo, in I riti dell’acqua e della terra nel folklore religioso, nel lavoro e nella tradizione orale, a cura di Assunta Achilli, Laura Galli, Roma, Edup 2006, pp. 183-218.


Cimarra Luigi, Vocabolario del dialetto di Civita Castellana, coordinato da Francesco Petroselli, Castel Sant'Elia, tipografia Tecnoprint, 2011, pp. XXXV-751 (con ill.) [prima ed. Civita Castellana, a cura dell’a., 2010].


Cimarra Luigi, La pesca nel Tevere e nei corsi d’acqua minori negli Statuti Comunali della Tuscia, in Laghi e fiumi: nel folklore, nel lavoro, nella storia. Atti del XVII incontro, Museo delle tradizioni popolari di Canepina, 14-16 settembre 2018. A cura di Raffaela Manganiello. Roma, GB EditoriA, 2019, pp. 55-76.


Cimarra Luigi, Riflessi linguistici delle innovazioni tecnico-scientifiche nel lessico agricolo della Tuscia viterbese, in La Torretta, n.s. (2020), pp. 19-26.


Cimarra Luigi, Riflessi linguistici delle innovazioni tecnico-scientifiche nel lessico agricolo della Tuscia viterbese. La corilicoltura, [parte prima], in La Torretta 2021, pp. 50-59.

  • Periodo storico: XXI secolo.
  • Recensioni/schede: Domenico Proietti, RID 46 (2022), Lazio 1418, pp. 468-469.
  • Note: nella prima sezione l’A. ricostruisce in modo puntuale le origini e lo sviluppo della corilicoltura a partire dal XVI secolo, con particolare attenzione agli statuti di Blera (1514, 1537-1540), Viterbo (1522), Vallerano (1534) e Celleno (1572). Poi, rileva la diffusione della voce nòcchia ed esamina le denominazioni delle diverse varietà di nocciola in alcune varietà della provincia. Nella parte conclusiva si descrive in dettaglio il processo di meccanizzazione degli ultimi decenni, con particolare attenzione ai macchinari impiegati e al passaggio dalla terminologia tecnica alle denominazioni d’uso comune tra gli operatori.


Cimarra Luigi, Laici Luciano, Storie di parole, storia di cultura: La “cacciarella” nelle terre di Maremma, in La Loggetta XII, n. 68-69 (maggio-agosto 2007), pp. 29-30; n. 70 (settembre 2007), pp. 71-72; in La Loggetta XIII, n. 72 (gennaio 2008), pp. 25-26.


Cipparone Maurilio, Giacinti Fabrizio, Mariotti Luciana, Il museo e la cultura popolare di Canepina: tradizioni, storia, natura, Regione Lazio, Assessorato politiche per la promozione della cultura, dello spettacolo e del turismo, Roma, Fratelli Palombi Editori, 1997, pp. 68.

  • Località: Canepina.
  • Periodo storico: XX secolo, ma si hanno accenni anche per altri secoli.
  • Recensioni/schede: Ilaria Mingioni, RID 33 (2009), Lazio 573, pp. 431-432.
  • Note: l’opera presenta molti nomi dialettali relativi agli oggetti di uso quotidiano nella cucina tradizionale (e non solo). Tra i mestieri tradizionali rilevati si segnala il bottaio, il canestraio e la lavorazione della canapa.


Compagnia delle Lavandaie della Tuscia, “Rama de ròsa e ffrónna de fiór”. Filastrocche, conte, giochi e canti della tradizione del lago di Bolsena, a cura di Simonetta Chiaretti, Grotte di Castro, Annulli Editori, 2016, pp. 96 (con ill.), con CD-ROM.


Compagnucci Spartaco, Checchibronzi, a cura di Giuliana Panzetti e Sandro Vallesi, con disegni di Brian Mobbs, Parma, U. Guanda, 1983, pp. 200 (con ill.). [rist. Roma, Il Pavone, 1993].

  • Località: Tarquinia.
  • Periodo storico: XX secolo.
  • Recensioni/schede:
  • Note: è presente una piccola sezione dedicata al Ricettario butteresco (pp. 171-184), dove sono trascritte ricette tipiche di Tarquinia (e più in generale della Tuscia, come l’acquacotta). Le ricette sono in italiano e a corollario ci sono due poesie in dialetto. Interessante anche la sezione sui Mestieri al tempo di Checchibronzi (pp. 61-89), con poesie dedicate ai butteri, ai vaccari, ai porcari, etc.. Si segnalano anche poesie dedicate ad altri poeti di “Corneto” come Titta Marini e Vincenzo Cardarelli.


Falcioni Giorgio, Con l’evoluzione si perde l’uso delle voci dialettali, in La Loggetta XI, n. 60 (gennaio 2006), pp. 96-97.

  • Località: Viterbo.
  • Periodo storico: XXI secolo.
  • Recensioni/schede:
  • Note: L’a. propone una lunga serie di vocaboli relativi a mestieri ormai in disuso (come ad esempio scarciaròlo, caneparòlo, spigularòla); di ogni mestiere spiega nel dettaglio la tipologia di lavoro e in alcuni casi fornisce anche dettagli degli attrezzi utilizzati. Interessanti per la rilevazione tutta una serie di comandi che i contadini impartivano agli animali domestici (cèssa, sèrta, astìa…), anche in questo caso spiegati precisamente. Il testo è anche intriso di lessico materiale di uso quotidiano.


Falcioni Giorgio, Il dialetto dimenticato, in La Loggetta XI, n. 61 (marzo 2006), pp. 72-73.

  • Località: Viterbo.
  • Periodo storico: XX secolo.
  • Recensioni/schede:
  • Note: L’a. descrive nel dettaglio alcuni giochi dimenticati, fornendo anche una serie di termini dialettali correlati e di rara rilevazione (come per esempio mùccia, il luogo dove si contava a nascondino); tra i mestieri tradizionali ormai scomparsi si rileva santàro (venditore di immagini sacre), pignattàro (fabbricante o venditore di recipienti in terracotta), sufajàro (venditore di sufàja), grammicciàro (venditore di gramigna), lumacàro, gelatàro, callaràro (calderaio), cocciàro (che riparava con fil di ferro materiali di argilla) e cariolànte (che fabbricava carriole). Segue una lunga esposizione di termini dialettali relativi al mondo agricolo (come agginà le bestie, ovvero “radunare il bestiame”) Si prosegue con una lunga esposizione di lessico materiale relativo all’abbigliamento, alle usanze religiose (come i funerali, chiamati mortòri). L’articolo si conclude con alcuni termini relativi al lessico materiale domestico di uso quotidiano.


Falesiedi Renzo, Barbieri, in La Loggetta V, n. 23 (gennaio 2000), p. 8.


Frezza Flavio, Il Solco di Sant’Isidoro a Fastello: una ricerca folclorico-linguistica tra il lago di Bolsena e il Tevere, Montefiascone, Tipografia Silvio Pellico, 2012, pp. 64 (con ill.).


Frezza Flavio, I “lupari” nella Teverina. Notizie sparse su un mestiere dimenticato, in La Loggetta XV, n. 82 (gennaio-marzo 2010), pp. 85-87.


Giorgi Sonia, La vicitaria del ciocco tinto. Tradizioni popolari caninesi, con disegni di Alessandra Angelucci, Montefiascone, Tipografia Silvio Pellico, 2006, pp. 125.


Mancini Bonafede, Canapa, doti e spose, in I riti dell’acqua e delle terra. Nel folclore religioso, nel lavoro e nella tradizione orale. Atti del V incontro – Canepina settembre 2004 (terza parte), a cura di Paolo Fortugno, Viterbo, Sette Città, 2007, pp. 315-357.


Mecarolo Rosa, “Chi me l'esse ditto!” Storie di nonni raccontate dai nipoti, con prefazione di Angelo La Bella, Grotte di Castro, Tipografa Ceccarelli, 2004, pp. 250 (con ill.).


Mestieri del Lazio, a cura di Armando Ravaglioli, Roma, Newton Compton editori, 1995, pp. 416 (con ill.).

  • Località: Lazio.
  • Periodo storico: XX secolo.
  • Recensioni/schede:
  • Note: Contributi di Titti Carta (Il Lazio e l’artigianato, pp. 9-30), Armando Ravaglioli (Segnate dai mestieri le strade della vecchia Roma, pp. 31-50), Marcello Teodonio («Questo pell’arte è un gran zecolo raro!». «Arti» e artigiani nei sonetti romaneschi di Belli, pp. 51-68), Luigi Baldassarre (Agricoltura, mestiere vocazionale del Lazio, pp. 69-84), Bruno Barbini (Coltivatori e «scotolatori»: la canapa dal seme al tessuto, pp. 85-96), Francesco Berti (Il pane di Sezze: storia e tradizione, pp. 97-106), Tina Biaggi (Mestiere di scalpellino: arte minore nel Viterbese, pp. 107-122), Umberto Caperna (Scalpellini a Veroli, pp. 123-138), Franco Caporossi (Dall’artigianato all’impresa: opere, mestieri e progetti nei Monti Lepini, pp. 139-158), Giovanni Ciccone (La costruzione della barca in legno nel golfo di Gaeta. La tradizione di Formia, pp. 159-174), Salvatore Ciccone (Le mole di Formia: permanenza e rinascita di una città, pp. 175-194), Carlo De Paolis (Pesca e pescatori a Civitavecchia dalla fine del XVII secolo alla seconda guerra mondiale, pp. 195-244), Francesco D’Erme (Arti e mestieri a Cori: il facocchio, il bottaro, il sellaio, 245-254), Luigi Devoti (Bottai, bottari, bottaroli, pp. 255-268), Vincenzo Di Flavio (Orafi, argentieri e intagliatori a Rieti, pp. 269-290), Giuliano Floridi (Cucchiarari, pignatari e altri mestieri a Guarcino, pp. 291-304), Felice Guglielmi (Pastori in Maremma, pp. 305-316), Giuliano Malizia (Tra i fabbri-ferrari: il maniscalco, pp. 317-334), Bruno Navarra (Arti e mestieri a Segni dal Settecento a oggi, pp. 335-352), Romolo Augusto Staccioli (Il mestiere di flautista, pp. 353-360), Alberto Tenerelli (Carbonai, boscaioli e artigiani del legno a Rocca di Papa, pp. 361-376), Daniela Tomassi Sebasti (Gli Staffa: una famiglia di artisti nella Rieti del Settecento, pp. 377-392), Biancamaria Valeri (Artigianato a Ferentino, pp. 393-402), Luigi Zaccheo (La scuola di ricamo e merletti di Sezze, pp. 403-412).


Museo delle Tradizioni Popolari di Canepina, Guida, Ronciglione, Tipografia A. Spada, 2019, pp. 47 (con ill.).

  • Località: Canepina.
  • Periodo storico: XXI secolo.
  • Recensioni/schede:
  • Note: la Guida riporta molti termini dialettali relativi al lessico tecnico e materiale. Nomi di strumenti (del bottaio, del fabbro, del lavoro dei campi), oggetti di uso quotidiano (per esempio utensili da cucina), giocattoli e giochi d’infanzia, sono accuratamente presentati.


Natili Rossella, L’ultimo dei calzolai, in La Torretta, n.s. (1, 2011), pp. 40-42.


Pelliccioni Sergio, Papa Cristina, Palma Paola, Perin Valeria, Nucci Giulia, Voci di guerra e di mestieri: una ricerca dell’Archivio della Memoria, nei Comuni di Accumoli, Atina, Maenza, Marta, Poli. Roma, Archivio della Memoria, 2005, con DVD.


Petroselli Francesco, Canapicoltura viterbese: documenti di storia orale, Viterbo, Gruppo interdisciplinare per lo studio della cultura tradizionale dell'Alto Lazio, 1981, pp. XXX + 72 (con 2 tavv.).


Petroselli Francesco, La vite. Il lessico del vignaiolo nelle parlate della Tuscia viterbese, vol. II Il ciclo colturale, Göteborg, Acta Universitatis Gothoburgensis, 1983, pp. 326 (con ill.).

  • Periodo storico: XX secolo.
  • Recensioni/schede: F. Franceschini, in Studi mediolatini e volgari, XXIII (1975), pp. 234-239; Roberto Domenicucci, Note su di una ricerca intorno al “lessico del vignaiolo nelle parlate della Tuscia viterbese”, in Annali della Libera Università della Tuscia, A. A. 1973-74, Anno V, Fasc. III-IV, pp. 77-95; Paolo D’Achille, RID 22 (1998), Lazio 374, pp. 369-370.
  • Note: il primo volume non contiene materiale dialettale.


Quattranni Antonio, Viaggio nella civiltà contadina. La caccia, Grotte di Castro, Annulli Editori, 2009, pp. 112 (con ill.).


Quattranni Antonio, Viaggio nella civiltà contadina. Il maiale, Grotte di Castro, Annulli Editori, 2011, pp. 128 (con ill.).


Quattranni Antonio, Viaggio nella civiltà contadina. Il lavoro dei campi e la trebbiatura, Grotte di Castro, Annulli Editori, 2013, pp. 160 (con ill.).


Quattranni Antonio, Viaggio nella civiltà contadina. I buoi e il carro, Grotte di Castro, Annulli Editori, 2018, pp. 227 (con ill.).


Quattranni Antonio, Vivere sul lago. La pesca e i pescatori del lago di Bolsena, Grotte di Castro, Annulli Editori, 2019, pp. 254 (con ill.).


Rinaldi Simona, Il pagonazzo di Niccolò Della Tuccia. Note sulla terminologia dei pigmenti rossi nel Rinascimento, in Roma donne libri tra Medioevo e Rinascimento. In ricordo di Pino Lombardi, Roma, Roma nel Rinascimento, 2004, pp. 201-215.

  • Località: Viterbo.
  • Periodo storico: XV secolo.
  • Recensioni/schede: si veda la recensione dell'intero volume: Paolo D’Achille, RID 35 (2011), Lazio 672, p. 399.
  • Note:


Sorrentino Girolamo, Canapicoltura e tessitura, a cura del Gruppo Interdisciplinare per lo studio della cultura subalterna dell’Alto Lazio, Viterbo, Tipolitografia Quatrini, 2006, pp. 85 (con ill.).

  • Località: Canepina.
  • Periodo storico: XXI secolo.
  • Recensioni/schede:
  • Note: è parte dei Quaderni del Museo delle Tradizioni Popolari di Canepina; l’opera è un utile appiglio nella ricerca del lessico tecnico relativo alla canapicoltura e alla sua lavorazione, fondamentale per lo studio del canepinese. Nello stesso Museo delle Tradizioni Popolari di Canepina, una larga sezione è dedicata alla canapicoltura, e lo stesso toponimo di Canepina deriva dalla lavorazione della canapa.


Valentano. Contadini Terra e Pane. Testi e ricerche, a cura di Romualdo Luzi, Bonafede Mancini, Vincenzo Natali e Alessandra Sebastiani, collaborazioni di Sabrina Radicati, Valentano, Gruppo Archeologico Verentum (GAV), 1996, pp. 63.

  • Località: Valentano.
  • Periodo storico: XX secolo.
  • Recensioni/schede:
  • Note: in part. B. Mancini, La bifolcina. L’aratro e la Madonna (pp. 51-58), e A. Sebastiani, Dal campo alla mensa. Piccola storia del pane (pp. 59-63). Il volume è digitalizzato e reso disponibile dal Sistema Bibliolabo.

Tools personali
dialazio.it