Ninne nanne
Ambaraba cicci cocco: quando non c’era la televisione. Da una ricerca delle classi III, IV, V della scuola elementare di Acquapendente, anno scolastico 2001/2002, a cura di Francesca e Marcello Rossi, disegni di Francesca Rossi, Acquapendente, s.n.t., 2003, pp. 64 (con ill.).
- Località: Acquapendente.
- Periodo storico: Inizio XXI secolo.
- Recensioni/schede:
- Note: La pubblicazione, pur non essendo interamente in dialetto, presenta un forte connotato dialettale. L’opera è rapidamente consultabile nella biblioteca digitale Bibliolabo.
Ammannato Laura, Fiore de nocchie. Stornelli e canti popolari nella memoria femminile dell’area cimina, prefazione di Piero G. Arcangeli, Nepi, Hermes, 2015, pp. 160 (con ill.) con CD. ♫
- Periodo storico: XXI secolo.
- Recensioni/schede: Miriam Di Carlo, RID 41 (2017), Lazio 1123, pp. 383-384.
- Note: pubblicazione nata dalla tesi di laurea dell’a., Canti femminili della tradizione orale nell'area Cimina: un'indagine etnomusicologica nella Tuscia meridionale nei comuni di Vignanello, Vallerano, Vasanello, Canepina e Carbognano in provincia di Viterbo, relatore Roberto Leydi, correlatore Piero G. Arcangeli, tesi di laurea, Università di Bologna, 1998. Oltre a canti di raccolta, canti di mietitura e stornelli, l’a. dedica una larga e interessante sezione alle ninne nanne (pp. 118-126), e un canto di questua (pp. 127-130).
Aspetti della poesia popolare a Montefiascone, a cura del Circolo Arci di Montefiascone, Viterbo, St. Lit. Union Printing, 1979, pp. 58.
- Località: Montefiascone.
- Periodo storico: XX secolo.
- Recensioni/schede:
- Note:
Blasi Bruno, Detti e giochi del passato sui ritmi della canzone popolare, in Bollettino della Società Tarquiniense di Arte e Storia 16 (1987), pp. 191-224.
- Località: Tarquinia.
- Periodo storico: XX secolo.
- Recensioni/schede:
- Note: in particolare l’articolo si conclude con una lunga serie di stornelli, in parte raccolti dalla prof.ssa Giacinta de Angelis, che le donne di Tarquinia si cantavano da finestra a finestra oppure durante i lavori di mietitura, della raccolta, della vendemmia e della mondarella.
Cangani Maria, Vox populi, vox Dei, prefazione di Luciano Mariti, presentazione di Silvano Boldrini, Ronciglione, Tipografia Grafica 2000, 1998, pp. 192 (con ill.). ♫
- Località: Ronciglione.
- Periodo storico: XX secolo.
- Recensioni/schede:
- Note: è presente anche una piccola sezione dedicata ai numeri della tombola (pp. 175-178).
Casaccia Mauro, Tamburini Pietro, Il vernacolo di Bolsena. Fonetica - morfosintassi - glossario, Quaderni del sistema museale del lago di Bolsena (3), Bolsena, 2005, pp. 150 (con ill.).
- Località: Bolsena.
- Periodo storico: Soprattutto fine XX secolo, inizio XXI secolo, ma note anche del dialetto in diacronia.
- Recensioni/schede: Miriam di Carlo, RID 34 (2010), Lazio 668, pp. 463-464.
- Note: nel volume si riportano anche alcuni testi di letteratura dialettale tratti da F. Paparozzi ed E. Guidotti.
Catarcione Vilma, Nel cuore di Civita, Ricordi di una civiltà perduta, Viterbo, Quatrini, 1997, pp. 174 (con ill.).
- Località: [Civita di Bagnoregio] < Bagnoregio.
- Periodo storico: XX secolo.
- Recensioni/schede: Miriam Di Carlo, RID 39 (2015), Lazio 1001, pp. 349-351.
- Note: il dialetto è usato per alcune parole e nei dialoghi nei racconti, in modo più esteso nelle appendici.
Catarcione Vilma, A la mi’ Civita. Storie e vocaboli di ieri, Viterbo, Tipolitografia Quatrini, 2011, pp. 79 (con ill.).
- Località: [Civita di Bagnoregio] < Bagnoregio.
- Periodo storico: XXI secolo.
- Recensioni/schede: Sofia Barbanti, RID 41 (2017), Lazio 1120, p. 380.
- Note:
Cecilioni Silviera, Contributo allo studio delle tradizioni popolari di Tuscania, presentazione di Giuseppe Brachetti, Grotte di Castro, Tipografia Ceccarelli, 1988, pp. 279.
- Località: Tuscania.
- Periodo storico: XXI secolo.
- Recensioni/schede:
- Note: primo volume dei Quaderni della Biblioteca Comunale di Tuscania. Si tratta di una raccolta estremamente completa e a tutto tondo che cataloga secondo aree tematiche i materiali prodotti da interviste, dal maggio 1960 al giugno 1961, a una quarantina di abitanti di Tuscania, di diversa istruzione (dal contadino al parroco) ed età (dai 9 anni agli 84). Il volume è composto da una prima sezione «Il ciclo dell’uomo», partendo dalla nascita (gravidanza, parto, battesimo, purificazione), per poi proseguire con l’infanzia (superstizione e medicina popolare, giochi dei fanciulli, giochi dei giovani, cerimonie e riti di passaggio), il fidanzamento e le nozze (previsioni per conoscere il futuro marito, fidanzamento, le nozze) e infine la morte (presagi, agonia, decesso, funerale e lutto), e da una seconda sezione «Il ciclo dell’anno» dedicato alle cerimonie cicliche (Natale, San Silvestro e Capodanno, Epifania, La candelora, Carnevale, Mercoledì delle Ceneri, Mezza Quaresima, Settimana di Passione, Domenica delle Palme, Mercoledì Santo, Processione della Madonna Addolorata, Sabato Santo, Pasqua di Resurrezione, Lunedì di Pasqua o dell’Angelo, San Giorgio – Maggi, Ascensione, Corpus Domini, San Giovanni, Ferragosto, Ottobrate, Ognissanti e commemorazione dei defunti, San Martino) e alle cerimonie calendariali (patronali, dei santi, della Madonna, fiera di Toscanella e la merca del bestiame). La terza, e ultima parte del volume è dedicata alle «Antiche feste di Tuscania» (Palio nel giorno di Santa Maria della Rosa, La festa dei Santi Patroni, Feste di Carnevale, Altre feste dell’anno). Tutte le sezioni sono accompagnate da appendici documentarie suddivise per argomento (Ninne nanne, Cantilene, Conte, Preghiere, Indovinelli, Scioglilingua, Canto lirico monostrofico, Canti dell’amore e dell’odio, vita quotidiana, il «Dies Irae», Proverbi).
Cherubini Vincenzo, Ggiro ggiro tondo cavallo ’mberatondo. Repertorio del folklore infantile ortano. Prima parte. Trascrizioni musicali di Tiziana Barbierato, disegni di Giancarlo Ghergo, Viterbo, S.ED. Editrice, 2021, pp. 177 (con ill.). ♫
- Località: Orte.
- Periodo storico: XXI secolo.
- Recensioni/schede: Miriam Di Carlo, RID 46 (2022), Lazio 1417, p. 467.
- Note: l’opera contiene anche avvertenze di carattere linguistico.
Cimarra Luigi, Mazzabbubbù. Repertorio del folclore infantile civitonico, illustrazioni di Maria Berto, Civita Castellana, Edizioni Biblioteca Comunale “Enrico Minio”, Tipografia Punto Stampa, 1997, pp. 253 (con tavv.).
- Località: Civita Castellana.
- Periodo storico: XX secolo.
- Recensioni/schede: Anna Maria Boccafurni, RID 32 (2008), Lazio 468, pp. 406-408.
- Note:
Galli Quirino, Tradizioni orali della Teverina. Ninne nanne, filastrocche, racconti ed altro, Viterbo, Union Printig Spa, 1992, pp. 93 (con ill.).
- Località: [Alviano], [Attigliano], Bagnoregio, Bassano in Teverina, Bomarzo, Castiglione in Teverina, Celleno, Civitella d’Agliano, [Giove], Graffignano, [Guardea], Lubriano, [Lugnano in Teverina], Orte, [Penna in Teverina], [Sipicciano], [Confini].
- Periodo storico: XX secolo.
- Recensioni/schede: Miriam Di Carlo, RID 37 (2013), Lazio 897, pp. 432-434.
- Note:
Giorgi Sonia, La vicitaria del ciocco tinto. Tradizioni popolari caninesi, con disegni di Alessandra Angelucci, Montefiascone, Tipografia Silvio Pellico, 2006, pp. 125.
- Località: Canino.
- Periodo storico: XXI secolo.
- Recensioni/schede:
- Note: nella prima parte ninne nanne, filastrocche, cantilene, giochi e conte. Nella seconda usanze, riti, mestieri e proverbi. È presente anche un piccolo glossario dialettale.
Le mie radici. Da alcuni appunti di Lanno Orlandi (Nano i’Vappo), a cura di Domenico Fuccellara e Piero di Giocondo Filesi, Orte, Tipolitografia A. Menna, 1990, pp. 106 (con ill.).
- Località: Vasanello.
- Periodo storico: XX secolo.
- Recensioni/schede:
- Note: l’opera raccoglie notizie e osservazioni di quello che viene definito dai curatori «l’ultimo cronista di Vasanello». Particolare interesse le sezioni La sapienza popolare (pp. 87-97) e Poesie (pp. 98-102). La prima contiene proverbi, detti, modi di dire, altre espressioni, filastrocche, ninne nanne, giochi infantili, giochi vari e stornelli. La seconda riporta le poesie Vasanello e Vasanello e la ceramica di Attilio Cerutti e Paese Vecchio di Domenico Fuccellara. Interessante anche la poesia Tarantella di un contadino chiamato «Cupertoia» di inizio Novecento (p. 30), per la lottizzazione del “Lascito Celestini”.
Nanni Carlo, Ischia di Castro. Terra, uomini e case, Viterbo, Edizioni Cultura, 1979, pp. XIV-173 (con ill.).
- Località: Ischia di Castro.
- Periodo storico: XX secolo.
- Recensioni/schede:
- Note: benché il dialetto sia utilizzato in tutto il saggio, soprattutto nei nomi degli oggetti di uso quotidiano e nell’abbigliamento, la sezione di maggiore interesse rimane l’appendice dove sono raccolte in ordine di apparizione ninne nanne (§ 2.1), filastrocche (§ 2.2-3), stornelli (§ 2.4), spanate (§ 2.5), canzoni delle lavoranti nelle compagnie (§ 2.6), proverbi (§ 2.7-9), preghiere (§ 2.10); canti delle «fraschette» (§ 3,-), brani antologici di gara poetica (§ 3.1), paragone (§ 3.2), satire sociali del poeta Focarelli (§ 3.3), i soprannomi del Giù-di-Drento (§ 3.4), contro le mode giovanili (§ 3.5).
Sarnacchioli Antonio, Capranica. Invito a conoscerla, Capranica, Centro “Maria Loreta”, 1984, pp. 143 (con tavv. e ill.). [anche Roma, Tipografia Grafica Giorgetti, 1984].
- Località: Capranica.
- Periodo storico: XX secolo.
- Recensioni/schede: Paolo D’Achille, RID 19 (1995), Lazio 299, pp. 322-323.
- Note: si vedano in particolare le pp. 22-81.
Tuscia viterbese, a cura di Saverio Migliori e Pio Bartolozzi, vol. II, I comuni, Roma, ed. D.E.A., 1968, pp. 558 (con ill.).
- Periodo storico: XX secolo.
- Recensioni/schede:
- Note: Nell’Appendice Linguaggio popolare (pp. 493-548) sono presenti in ordine Ninne nanne (7), Cantilene (33), Scioglilingua e Indovinelli (15), Preghiere (4), Proverbi, Modi di dire e Detti popolari (90), Stornelli e canti popolari (72). Segue una sezione dedicata alla poesie in vernacolo con La machina de Santa Rosa di Enrico Canevari (da «La Bella Galiana»), La parlata vetorbese, Vicoletto vetorbese e Veterbo che passa di Giuseppe Saveri (da «Poesie e Racconti»), Avvertemente ma la luna di Giuseppe Viali, La zanzara vegetariana e Sciopero bianco di Giuseppe Gavelli, Rottezia di Domenico Patrizi, Epigrammi e poesiole di Titta Marini, L’oliveto, ‘L Raccorto e ‘L reste del soldato di Rosario Scipio (da «Vernacolo di Terra Tuscia»). La sezione si conclude con un glossarietto (pp. 543-548). Nei materiali non è perlopiù indicata la località.
Zanazzo Giggi, Canti popolari di Roma e del Lazio, a cura di Giuseppe Vettori, Roma, Newton Compton, 1977, pp. 476. ♫ [Rist. edizione 1910, con l’aggiunta di introduzione, bibliografia, note e indici].
- Periodo storico: XX secolo.
- Recensioni/schede:
- Note: benché il focus sia Roma, sono diverse le località rilevate afferenti la provincia di Viterbo, costituitasi nella forma oggi conosciuta nel 1928. La sezione II, Saggio di canti popolari del Lazio e della provincia di Roma (pp. 265-394), comprende le seguenti località: Albano Laziale (RM), Alatri (FR), Ariccia (RM), Bomarzo (VT), Capodimonte (VT), Capranica Prenestina (RM), Castel Gandolfo (RM), Castel San Pietro Romano (RM), Castro dei Volsci (FR), Civita Lavinia (oggi Lanuvio, RM), Civitella San Paolo (RM), Cori (LT), Frascati (RM), Frosinone, Genzano (RM), Grottaferrata (RM), Guarcino (FR), Làtera (VT), Marino (RM), Monterotondo (RM), Nemi (RM), Palestrina (RM), Rocca di Papa (RM), Tivoli (RM), Velletri (RM) e Zagarolo (RM). Per un confronto con le altre opere sui canti popolari vedi Luigi Cimarra, In margine ai “Canti popolari dei dintorni del Lago di Bolsena, di Orvieto e delle campagne del Lazio” di A. Marsiliani, in Biblioteca & Società XXXVIII, n. 3-4 (dicembre 1999), pp. 6-10.
