Achilli Assunta, La cucina, Viterbo, Tipolitografia Quatrini, 1989, pp. 98 (con ill.).
Alla ricerca delle nostre radici linguistiche, a cura del Gruppo di Lavoro “Alla Ricerca del Dialetto”, Grotte di Castro, Tipografia Ceccarelli, 2009, pp. 174 (con ill.).
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Recensioni/schede: Miriam Di Carlo, RID 38 (2014), Lazio 940, pp. 313-315.
Note: Correlati al vocabolario, l’opera offre una larga selezione di modi di dire (pp. 71-87), un’antologia di racconti (pp. 89-100) e di poesie (pp. 101-118), un ricettario (pp. 119-123), una sezione dedicata ai giochi “de ’na vorta” (pp. 125-134), e infine una dedicata alla toponomastica del territorio (pp. 135-174).
Aprea Fabio, Bertini Malgarini Patrizia, Vignuzzi Ugo, Il Lazio (esclusa Roma) nella ‘Guida gastronomica d’Italia’ del T.C.I. (1931), in Un accademico impaziente. Studi in onore di Glauco Sanga, a cura di Gianluca Ligi, Giovanni Pedrini, Franca Tamisari, Brescia, Grafo, 2018, pp. 277-290.
Arduini Marcello, Il cibo e la fiaba in alcune raccolte orali dell’Alto Lazio, in Puccini Sandra, Arduini Marcello, Dal locale al globale: prospettive antropologiche tra passato, presente e futuro, Viterbo, Sette Città, 2016, pp. 117-137.
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Recensioni/schede:
Note: tratto dalla relazione inedita tenuta il 29 ottobre 2000 alla giornata di studi sul tema L’alimentazione tradizionale contadina. Il cibo tra quotidianeità, festa e narrazione, organizzata a Latera (VT) dal Comune di Latera, dal Museo della Terra e dall’Università degli Studi della Tuscia.
Arduini Marcello, Il cibo nei blasoni popolari, in La Loggetta XXVII, n. 131 (estate 2022), pp. 11-12.
Arieti Italo, Tuscia a tavola: ricette, curiosità, tradizioni gastronomiche dell’Alto Lazio, Viterbo, PrimaPrint, 1996, pp. 400 (con ill.).
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Recensioni/schede: Miriam Di Carlo, RID 40 (2016), Lazio 1058, pp. 409-410 (rif. all’edizione 2001).
Note: oltre ai nomi delle singole ricette, spesso con elementi dialettali, l’opera è fornita di un utile glossario dedicato alle ricette e agli ingredienti della Tuscia (pp. 377-383), dove è indicata anche la provenienza geografica dell’informazione. Nel volume sono presenti alcune poesie in vernacolo dedicate ad alcune ricette: L’acquacotta (p. 52), Erbarelle e faciole (p. 69), Zuppetta de lumache (p. 78), ’l pancotto (p. 84), ’l sughetto de Cecchini (p. 110), ’lfaciole ’ngreppa (p. 241) di Giuseppe Zena, e Er finocchio servatico (p. 141) di Leonardo Spicaglia. L’opera ha più edizioni, alcune delle quali più commerciali e volte dirette al pubblico generalista.
Arieti Italo, Erbe della Tuscia nel piatto: ricette, usanze, storie, curiosità, Viterbo, Stab. Tipolitografico Agnesotti, 2006, pp. 206 (con ill.).
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Recensioni/schede:
Note: l’opera si presenta come una guida dettagliata alle erbe della Tuscia, in comode schede di facile consultazione. Di ogni pianta l’a. fornisce il nome comune, spesso coincidente con una forma dialettale.
Arieti Italo, La cucina della Tuscia: storie e ricette, presentazione di Sandro Vismara prefazione di G.T. Scarascia Mugnozza, Roma, Orme-Tarka, 2014, pp. X-406 (con ill.).
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Recensioni/schede:
Note: oltre a fornire un elenco esaustivo delle ricette tipiche della Tuscia, alcune della quali conservano nel nome ufficiale il dialetto, l’autore fornisce, a corredo del volume, un glossario dialettale gastronomico della Tuscia (pp. 391-394).
Bessi Savino, Il dialetto farnesano nella civiltà contadina, Viterbo, Agnesotti, 2009, pp. 251 (con ill).
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Recensioni/schede: Miriam Di Carlo, RID 38 (2014), Lazio 938, pp. 311-312.
Note: il dialetto è utilizzato per lo più per i dialoghi e per alcune digressioni sugli oggetti utilizzati dai contadini.
Caffarelli Enzo, Roma e il Lazio nome per nome. Nomi di città, paesi, strade. Cognomi e nomi di persona. Significati, curiosità, classifiche, Roma, Società Editrice Romana [“Chiamare l’Italia per nome”, 1], 2011, pp. 346.
Cesetti Chiara, C’è una volta. Ricette e storie della tradizione popolare, prefazione di Rossano Boscolo, introduzione di Letizia Nucciotti, Viterbo, Stampa Alternativa / Nuovi Equilibri, 2013, pp. 457 (con ill.).
Cimarra Luigi, Vocabolario del dialetto di Civita Castellana, coordinato da Francesco Petroselli, Castel Sant'Elia, tipografia Tecnoprint, 2011, pp. XXXV-751 (con ill.) [prima ed. Civita Castellana, a cura dell’a., 2010].
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Infanzia,
Racconti,
Favole e fiabe,
Toponomastica.
Recensioni/schede: Paolo D’Achille, RID 35 (2011), Lazio 744, pp. 473-474; Flavio Frezza, Un’altra pietra miliare per la conoscenza del lessico dialettale della Tuscia. Recensione del “Vocabolaro del dialetto di Civita Castellana” di Luigi Cimarra, in La Loggetta XVI, n. 86 (gennaio-marzo 2011), pp. 100-101; Enzo Mattesini, in Contributi di filologia dell’Italia mediana 24, 2010, pp. 299-314.
*Note: fa parte della collana Vocabolario dialettale della Tuscia viterbese, n. 3.
Cimarra Luigi, Il bosco dei Cimini e l’alimentazione povera nelle fonti storiche, in Il cibo e le sue tradizioni. Atti del XIV Incontro. Museo delle tradizioni popolari di Canepina, 31 ottobre 2015, a cura di Valentina Rossi. Viterbo, Quatrini, 2017, pp. 49-74.
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Recensioni/schede: si veda la recensione dell'intero volume: Sofia Barbanti, RID 41 (2017), Lazio 1064, pp. 325.
Note: in particolare, l’a. si sofferma sui funghi.
Cimarra Luigi, Storie di parole, storia di cultura: La scarzèlla… ovvero i dolci pasquali tradizionali per i bambini, in La Loggetta XV, n. 82 (gennaio-marzo 2010), pp. 47-48.
Cimarra Luigi, Storie di parole, storia di cultura: “È tutta ‘na fava”. Su alcuni termini per designare la Vicia faba L., in La Loggetta XVII, n. 92 (luglio-settembre 2012), pp. 23-24.
Cipparone Maurilio, Giacinti Fabrizio, Mariotti Luciana, Il museo e la cultura popolare di Canepina: tradizioni, storia, natura, Regione Lazio, Assessorato politiche per la promozione della cultura, dello spettacolo e del turismo, Roma, Fratelli Palombi Editori, 1997, pp. 68.
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Periodo storico: XX secolo, ma si hanno accenni anche per altri secoli.
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Recensioni/schede: Ilaria Mingioni, RID 33 (2009), Lazio 573, pp. 431-432.
Note: l’opera presenta molti nomi dialettali relativi agli oggetti di uso quotidiano nella cucina tradizionale (e non solo). Tra i mestieri tradizionali rilevati si segnala il bottaio, il canestraio e la lavorazione della canapa.
Compagnucci Spartaco, Checchibronzi, a cura di Giuliana Panzetti e Sandro Vallesi, con disegni di Brian Mobbs, Parma, U. Guanda, 1983, pp. 200 (con ill.). [rist. Roma, Il Pavone, 1993].
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Recensioni/schede:
Note: è presente una piccola sezione dedicata al Ricettario butteresco (pp. 171-184), dove sono trascritte ricette tipiche di Tarquinia (e più in generale della Tuscia, come l’acquacotta). Le ricette sono in italiano e a corollario ci sono due poesie in dialetto. Interessante anche la sezione sui Mestieri al tempo di Checchibronzi (pp. 61-89), con poesie dedicate ai butteri, ai vaccari, ai porcari, etc.. Si segnalano anche poesie dedicate ad altri poeti di “Corneto” come Titta Marini e Vincenzo Cardarelli.
Falesiedi Renzo, La “comanna” del pane, in La Loggetta II, n. 5 (gennaio 1997), pp. 7-8.
Falesiedi Renzo, Quanno s’ammazzava ‘l porco, in La Loggetta III, n. 12 (marzo 1998), pp. 7-8.
Ferri Fulvio, Olio e ricordi in cucina, Vetralla, Davide Ghaleb Editore, 2009, pp. 111 (con ill.).
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Recensioni/schede: Miriam di Carlo, RID 41 (2017), Lazio 1118, pp. 378-379.
Note: si riportano alcune poesie di Franco Pistella.
Galli Quirino, Carnevale. Storia di Carnevale dagli archivi della Tuscia Viterbese, Roma, Edizioni EDUP, 2012, pp. 411.
Località: Provincia di Viterbo, ma in particolare
Viterbo,
Tuscania,
Tarquinia,
Soriano nel Cimino,
Vasanello,
Montefiascone,
Grotte di Castro,
Caprarola,
Orte,
Marta,
Bolsena,
Capodimonte Graffignano,
Ronciglione,
Celleno.
Periodo storico: XIII secolo per i documenti d’archivio viterbesi;
XV secolo per quelli di Tuscania, Tarquinia e Soriano nel Cimino,
XVI secolo per Vasanello, Montefiascone, Grotte di Castro, Caprarola, Orte e Marta;
XVII secolo per Bolsena,
XVIII secolo per Capodimonte, Graffignano, Ronciglione e Celleno.
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Recensioni/schede: Miriam Di Carlo, RID 37 (2013), Lazio 894, pp. 427-429.
Note: nei primi capitoli dello studio, l’autore analizza una serie di documenti d’archivio relativi al Carnevale nella Tuscia viterbese. Successivamente, dedica un capitolo all’esame delle parti salienti dell’opera teatrale La tempesta amorosa (rappresentata a Bolsena nel 1605) con un approfondimento degli aspetti legati al cibo consumato durante la festività e un capitolo alle maschere tradizionali. L’autore prosegue con una rassegna della Giostra del Saracino, della tradizione delle zingaresche e di due “mascherate in ottava rima” del Caporal Domenico Pietoso Viterbese: Il Carro de’ carbonari e L’huomo infedele et la donna ingannatrice, entrambe del 1645. Infine, lo studio torna a esaminare alcuni documenti secenteschi e settecenteschi.
Giraldo Renato, Le ricette de la mi’nonna: Frittelle co’ le fiore de sugamèle, in La Loggetta XIV, n. 78 (gennaio-marzo 2009), p. 89; Le ricette de la mi’nonna: Le palle d’agnella co’ le fiche, n. 79 (aprile-giugno 2009), p. 90; Le ricette de la mi’nonna: Frittata co’ le piccasórce (Ruscus aculeatus), n. 80 (luglio-settembre 2009), p. 106; Le ricette de la mi’nonna: Minestra coll’osso der presciutto, n. 81 (ottobre-dicembre 2009), p. 108; Le ricette de la mi’nonna: Minestra de foije de cèrqua o co’ le frascarelle, in La Loggetta XV, n. 82 (gennaio-marzo 2010), p. 74; Le ricette de la mi’nonna: ‘L pancotto, n. 83 (aprile-giugno 2010), p. 86; Le ricette de la mi’nonna: Pasta co’ le broccole, n. 84 (luglio-settembre 2010), p. 110; Le ricette de la mi’nonna: La sfaàta, n. 85 (ottobre-dicembre 2010), p. 58.
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Recensioni/schede:
Note: le ricette sono edite anche successivamente in La Voce di Montefiascone: Renato Giraldo, Le minestre de la mi’ nonna. Minestra de foije de cerqua o co’ le frascarelle, in La Voce L, n. 3 (marzo 2018), p. 6; Le minestre de la mi’ nonna. Frittata co le piccasorce, n. 4 (aprile 2018), p. 12; Le minestre de la mi’ nonna. Pasta co’ le broccole, n. 5 (maggio 2018), p. 16; Le minestre de la mi’ nonna. La sfaata, n. 6 (giugno 2018), p. 5; Frittelle co’ le fiore de sugamèle, n. 7-8 (luglio-agosto 2018), p. 5; Minestra coll’osso der presciutto, n. 9 (settembre 2018), p. 5; ‘L pancotto, n. 10 (ottobre 2018), p. 5; Le palle d’agnella co’ le fiche, n. 11 (novembre 2018), p. 6.
Il cibo e le sue tradizioni. Atti del XIV Incontro. Museo delle tradizioni popolari di Canepina, 31 ottobre 2015, a cura di Valentina Rossi, Viterbo, Quatrini, 2017, pp. 142 (con tavv.).
Località: Si vedano i singoli contributi.
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Recensioni/schede: Sofia Barbanti, RID 41 (2017), Lazio 1064, pp. 325.
Note: Contiene: Tommaso Rotundo, Cibo per i santi, cibo per gli uomini: rappresentazioni e simbologie alimentari in due contesti festivi in provincia di Roma (pp. 7-26); Luciano Osbat, Tempi liturgici e cibi proibiti: il senso delle prescrizioni sul digiuno e l’astinenza nei sinodi dell’Alto Lazio (pp. 27-48); Luigi Cimarra, Il bosco dei Cimini e l’alimentazione povera nelle fonti storiche (pp. 49-74); Francesca Lo Bue, “Por los despojos del bosque”, la Faggeta (pp. 75-76); Pino Galeotti, “I’ tengo famma, i’ tengo famma!” ‘La Fame’ come protagonista del film ‘Miseria e Nobiltà’ di Mario Mattioli del 1954 (pp. 77-86); Sandra Puccini, Fenomenologia del cucinare mediatico (pp. 87-100).
Leoni Pier Luigi, Appunti di gastrosofia. Riflessioni sulla cucina della Tuscia con ampia rassegna di ricette tradizionali, Grotte di Castro, Annulli Editori, 2016, pp. 140 (con ill.).
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Recensioni/schede: Miriam Di Carlo, RID 41 (2017), Lazio 1122, pp. 382-383.
Note: Il volume presenta vocaboli dialettali e una ricetta in dialetto montefiasconese apparsa su La Loggetta.
Leoni Pier Luigi, Prudenzi Enzo, Viaggio nella civiltà contadina. La cucina, Grotte di Castro, Annulli Editori, 2009, pp. 112 (con ill.).
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Recensioni/schede: Sofia Barbanti, RID 43 (2019), Lazio 1225, pp. 404-405.
Note: è presente una piccola sezione dedicata a una raccolta di Detti e motti della cucina contadina (pp. 112-115).
’L monno s’è rivurticato, a cura del Comitato per il “Festone del 1997” di San Lorenzo Nuovo, Acquapendente, B&D Stampa, 1997, pp. 123 (con ill.).
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Recensioni/schede:
Note: il lavoro è stato impostato e coordinato da Maria Adriana Brizi, Laura Canepina, Aurelia Fantera, Rosato Ossorio, Antonio Quattranni, Anna Maria Zannoni e Maria Luisa Zannoni. Dedicata alla tavola di San Lorenzo Nuovo è la sezione I sapori del ricordo (pp. 115-120), dove appaiono le seguenti ricette interamente in dialetto: ‘l gorigone a la bracia, l’anguilla a lo spito, la sbroscia, ‘l gorigone a bujone, le ‘nzaccaragatte, le maccarone co’ le noce, la pizza de polenta a la bracia, le faciole co’ le cotiche, le gnocche, la minestra de cece co’ le castagne, l’acquacotta, la ‘mpastorata, le frascarelle, la pizza co’ le fricciole, la trippa, ‘r baccalà in ummido, le broccole ‘mbriache, le biscotte de sant’Antonio, le ciammelle doppia dose. L’opera è rapidamente consultabile e scaricabile dalla biblioteca digitale Bibliolabo.
Lupi Giuliana, Moracci Rita, Ferri Fulvio, Ricette vetrallesi, a cura di Vetralla Città d’Arte, Vetralla, Davide Ghaleb Editore, 2002 (II ed. 2004), pp. 47 (con ill.).
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Recensioni/schede:
Note: il volume contiene 78 ricette, alcune delle quali interamente in dialetto raccolte dalle testimonianze di cuochi vetrallesi. Anche nelle ricette in italiano sono presenti diversi termini dialettali, spesso accompagnati da note di traduzione.
Luzi Romualdo (testi), Casali Marco (disegni), Gente de ‘sto paese: La polenna!, in La Loggetta XXVI, n. 129 (inverno 2021), pp. 93-94.
Osbat Luciano, A tavola con il vicario generale del vescovo di Viterbo, in La Loggetta XXIV, 4 (2019), pp. 25-27.
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Recensioni/schede: Paolo D’Achille, RID 44 (2020), Lazio 1280, p. 348.
Note: l’articolo contiene delle voci dialettali riportate dalle due note di spesa citate.
Pons Giselle, Tassoni Fiorella, Il “mischietto”, in La Loggetta X, n. 55 (marzo 2005), pp. 51-53.
Porri Luigi, Supplemento al Vocabolarietto bassanellese-italiano. “Decchì chiacchieramo accossì”, Vasanello, s.n., 1989, pp. 146.
Scarino Maria Assunta, Viaggio nella civiltà contadina. Pane e companatico, Grotte di Castro, Annulli Editori, 2011, pp. 168 (con ill.).
Stefanelli Pasqualino, Cellere, i percorsi della memoria. Ambiente, storia, personaggi e cultura di un paese della Maremma, Grotte di Castro, Tipografia Ceccarelli, 2003, pp. 397 (con ill.).
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Recensioni/schede: Luca Lorenzetti, RID 37 (2013), Lazio 899, pp. 434-435.
Note: Al suo interno poesie in dialetto di Vincenzo Menicucci (La Tina, p. 60), Luigi Amici (’Na vecchietta nparadiso, p. 88; Se avessi studiato, p. 164) e Poeta per caso (Poeta improvvisatore, p. 186). È presente la sceneggiatura Tiburzi: dietro la leggenda di Filippo Ottoni (pp. 248-266) che riporta diversi dialoghi in dialetto (il personaggio di Tiburzi parla in vernacolo). La sezione Anni 50: I giochi dei bambini di Cellere (pp. 277-308) riporta accurate descrizioni e disegni dei giochi dell’infanzia.
Zena Giuseppe, Le radici di Zena: (una filosofia di vita immersa nella storia e nei sapori di una volta…), Celleno, La Piccola Editrice, 1996, pp. 110.
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Recensioni/schede:
Note: introduzione di Pietro Pacelli, presentazione di Alberto Porretti, prefazioni di Bruno Barbini e Carlo Arcangeli. Una piccola sezione della raccolta poetica, Sapori vitorbesi… (pp. 85-96) è dedicata ad alcune ricette tipiche della cucina viterbese.