Avvertenze per il lettore
L'audio
Per ragioni tecniche i file audio ascoltabili online sono compressi con algoritmo mp3 e risultano perciò inadatti ad analisi di tipo spettrografico. Gli studiosi che desiderassero avere a disposizione gli originali non compressi possono farne richiesta alla sezione di glottologia e linguistica.
Le trascrizioni IPA
Al presente stato di avanzamento del progetto, le trascrizioni IPA di cui sono corredati i file audio rappresentano degli estratti da tesi di laurea svolte da studenti dell'Università di Cassino. Il livello di accuratezza e di affidabilità è perciò, al momento, non omogeneo. Di conseguenza l'uso dei dati delle trascrizioni in sede di ricerca scientifica non potrà prescindere da una verifica sul file audio.
Testo normalizzato
Al solo fine di facilitare la lettura, proponiamo una versione normalizzata del testo, che grosso modo si conforma alla grafia standard dell'italiano, e che è prodotta automaticamente a partire dalla trascrizione IPA a cui è affiancata. Da qui l'assenza di apostrofi, di maiuscole e di interpunzione e il fatto che siano registrati fenomeni di assimilazione in fonosintassi, normalmente non segnalati dalle grafie standard.
Per l'interpretazione dei grafemi bastano le seguenti precisazioni.
- La lettera <ə> rappresenta lo schwa, ossia una vocale che può dare l'impressione di un “timbro indistinto” e che è prodotta con lingua in posizione centrale lungo l'asse anteriore-posteriore e mediana lungo l'asse alto-basso.
- La <j> indica la i semivocale dell'italiano ieri.
- Un puntino sotto la lettera <z> indica che si tratta di una affricata dentale sonora (come nell'italiano zona) e non di una affricata dentale sorda (come nell'italiano pazzo).
- Davanti a consonante la lettera <s> può corrispondere a un fonema realizzato come fricativa palatoalveolare [ʃ] (come l'iniziale di scèna) anziché come fricativa alveolare (il primo suono di sole).
- Tra vocali <c(i)> può corrispondere a un fonema realizzato come fricativa palatoalveolare [ʃ] (come nella pronuncia romana di voce) anziché come affricata palatoalveolare (il primo suono di it. cena).
- Secondo l'uso standard, per le vocali in sillaba tonica, l'accento acuto in <é> ed <ó> caratterizza le medioalte (<e> ed <o> chiuse) rispetto alle mediobasse (<e> ed <o> aperte), segnate con <è> ed <ò>.
- Uso analogo a quello dell'italiano hanno i digrammi e trigrammi <ch, gh, ci, gi, sc(i), gn, gl(i)>.
