Pignataro Interamna
Cenni storici e geografici
La fertilità del suolo e la favorevole posizione geografica, tra il corso del fiume Liri e quello del Gari, consentirono all’uomo di insediarsi in questa località fin dal Neolitico. In epoca romana il paese era conosciuto con il nome ‘Interamna Lirenas’. La sua posizione strategica, in relazione alla via Latina ed alla Casilina, fece sì che nel 312 a.C. a Pignataro, più precisamente nella zona oggi decentrata denominata ‘Ravano’, si stabilisse un avamposto romano, che poteva contare oltre diecimila lance e che fu determinante durante le guerre sannitiche. Era un numero di uomini esorbitante, se paragonato all’attuale numero di abitanti, che non raggiunge le tremila anime. Per tutto il Medioevo, invece, la vita del paese fu soggetta alle vicende dell’abbazia di Montecassino e successivamente nel XV secolo fu assoggettata allo Stato della Chiesa, pur rimanendo nel Regno di Napoli. L’unità d’Italia non comportò, come per gran parte del Mezzogiorno, l’auspicato benessere sociale. La pagina più triste della storia di Pignataro fu scritta con i bombardamenti della seconda guerra mondiale, che ebbe come conseguenza lo sfollamento del paese e la successiva emigrazione. Pignataro è ancora oggi un paese assai simile a quello dei tempi passati. L’attività primaria resta ancora l’agricoltura. Infatti, anche se molte famiglie hanno almeno un componente occupato negli impianti industriali, presenti nelle zone limitrofi, non hanno abbandonato la coltivazione, anzi la considerano sempre la loro attività principale. Il paesaggio è rimasto immutato, se non per costruzione della superstrada Cassino – Formia e della TAV, che hanno interessato, se pur marginalmente, il paese. La concomitanza di tutti questi aspetti ha fatto sì che il dialetto rurale si conservi ancora oggi anche tra i giovani, che con difficoltà riescono a non far notare l’influsso dialettale anche in contesti diversi.
